rcsoft wrote:In seguito allo moltiplicarsi degli "hakeraggi" del 3cx.....
Per favore non generalizziamo ! I citati "hackeraggi del 3CX" se sono avvenuti, sono avvenuti sempre quando l'installazione è stata fatta in maniera sprovveduta. le regole base per evitare le frodi, ed i rischi connessi alle stesse, sono le medesime per tutti i PBX aperti a connessioni esterne che si chiamino Alcatel, Asterisk, Siemens o 3CX.
Installare un PBX lasciandolo aperto verso il mondo esterno senza assicurarsi una minima protezione (peraltro scontata) a mezzo di password non è un problema del prodotto in se ma una responsabilità di chi lo installa.
E' esattamente come installare un server aperto a connessioni esterne con un password scontata.
Gli attacchi a centralini IP sono effettuati nel 99,9% dei casi da bot che non fanno altro che sfruttare l'ingenuità di alcune installazioni.
Non mi risultano situazioni in cui un sistema con password complesse sia stato aggirato da un bot al momento.
Certamente tutto è possibile ma almeno cerchiamo di scongiurare l'ovvio.....
Negare la possibilità di comporre numeri inizianti con 00 non serve a nulla se non ad inibire le chiamate internazionali.
Inoltre, se proprio vogliamo, un sistema può essere aggirato puntando direttamente al gateway ISDN scavalcando dunque le regole di uscita.
Come ho già detto, per il momento (ma questo vale già da 4 o 5 anni e non da ieri....) è sufficiente utilizzare password complesse per la maggior parte delle installazioni.
In altri casi in cui non si utilizzano provider voip, basta semplicemente chiudere le porte aperte verso internet.
In altre situazioni ancora si possono utilizzare le access list o altre soluzioni più raffinate.